Una scelta d'impresa
Costruire Exanova dall'Europa
Perché ho scelto di costruire qui una startup nell'intelligenza artificiale, con l'ambizione di competere nel mondo.
Andrea Zurini ·
Prima della tecnologia viene l'immaginazione. Poi servono competenze, capitali, esperimenti e disponibilità a fallire. Da qui nasce una domanda che mi accompagna da tempo: noi, in Europa, quanto siamo ancora disposti a rischiare per costruire qualcosa che non esiste?
Questa riflessione, per me, è diventata personale. Da mesi lavoro piuttosto riservatamente a una startup nell'intelligenza artificiale. È un progetto decisamente ambizioso, forse il più ambizioso che abbia mai affrontato. Si chiama Exanova.
Il costo di ciò che non proviamo
L'Europa ha talenti, università, ricerca e imprese eccellenti. Troppo spesso fatichiamo a trasformare le idee in aziende globali. Non basta attribuire tutto alle regole. Pesano la frammentazione dei mercati, l'accesso ai capitali e il nostro rapporto con il rischio.
C'è poi un costo che raramente mettiamo a bilancio. Il fallimento di un'innovazione si vede. Il costo di un'innovazione mai tentata, no. Un progetto fallito lascia perdite e responsabilità. Un'idea che nessuno ha avuto il coraggio di realizzare non lascia tracce.
La scelta di partire da qui
Mi sono chiesto più volte: ha senso lanciare Exanova proprio qui, in Italia? Se voglio competere nel mondo, attrarre talenti e capitali, non sarebbe più logico partire da un ecosistema più favorevole?
Non ho trovato una risposta facile. Gli ostacoli sono reali. Ma ne ho trovata una mia.
Scegliere di costruire questa impresa qui non è la strada più comoda; è una dichiarazione d'intenti. È il modo concreto con cui voglio esprimere la visione che ho del mio Paese e dell'Europa.
Voglio provare a costruire dall'Europa un'impresa capace di competere in un mondo di giganti. Un'impresa che porti con sé quei valori della civiltà europea che meritano oggi più che mai spazio e voce.
L'ambizione diventa lavoro
Exanova nasce intorno alla conoscenza delle organizzazioni: ciò che le persone imparano, decidono e costruiscono lavorando insieme. Vogliamo renderla disponibile, verificabile e sotto il controllo di chi la genera. Nel manifesto abbiamo messo per iscritto gli impegni che guidano questo lavoro.
Non so se ci riuscirò. Ma sarebbe contraddittorio chiedere più ambizione al nostro continente e poi costruire altrove.
Abbiamo bisogno di tornare a pensare che anche qui sia possibile tentare l'impossibile. Il vero rischio per l'Europa è perdere l'ambizione di sognare, e abituarci all'idea che costruire il futuro non sia più compito nostro.
Io ho deciso di provarci con Exanova. In questo blog racconterò lo sviluppo del progetto, le scelte e le domande che incontreremo lungo la strada.